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LE POESIE DI EFIRA

Ultima poesia pubblicata | Per autore A - L | M - Z | Le favole

Dire: fare
Decir: hacer
di Octavio Paz

a Roman Jakobson

Tra ciò che vedo e dico,
tra ciò che dico e taccio,
tra ciò che taccio e sogno,
tra ciò che sogno e scordo,
la poesia.
Scivola
tra il sì e il no:
dice
ciò che taccio,
tace
ciò che dico,
sogna
ciò che scordo.
Non è un dire:
è un fare.
È un fare
che è un dire.
La poesia
si dice e si ode:
è reale.
E appena dico
è reale,
si dissipa.
È più reale, così?

2
Idea palpabile,
parola
impalpabile:
la poesia
va e viene
tra ciò che è
e ciò che non è.
Tesse riflessi
e li stesse.
La poesia
semina occhi nella pagina,
semina parole negli occhi.
Gli occhi parlano,
le parole guardano,
gli sguardi pensano.
Udire
i pensieri,
vedere ciò che diciamo,
toccare
il corpo dell'idea.
Gli occhi
si chiudono,
le parole si aprono.

 

Entre lo que veo y digo,
entre lo que digo y callo,
entre lo que callo y sueño,
entre lo que sueño y olvido,
la poesía.
Se desliza
entre el si y el no:
dice
lo que callo,
calla
lo que digo,
sueña
lo que olvido.
No es un decir:
es un hacer.
Es un hacer
que es un decir.
La poesía
se dice y se oye:
es real.
Y apenas digo
es real,
se disipa.
¿Asi es mas real?

2
Idea palpable,
palabra
impalpable:
la poesía
va y viene
entre lo que es
y lo que no es.
Teje reflejos
y los desteje.
La poesía
siembra ojos en la página,
siembra palabras en los ojos.
Los ojos hablan,
las palabras miran,
las miradas piensan.
Oịr!
los pensamientos,
ver
lo que decimos,
tocar
el cuerpo de la idea.
Los ojos
se cierran,
las palabras se abren.

Arbol adentro, 1987
(traduzione di Roberto Paoli)

Octavio Paz (1914-1998)

Octavio Paz (poeta e saggista messicano, 1914-1998). Inizia gli studi negli Stati Uniti dove la famiglia si è trasferita temporaneamente in seguito al prevalere all'interno della rivoluzione di frazioni ostili a quella in cui militava il padre. Tornato in Messico pubblica poemi e collabora a riviste di cultura. Entrato nel servizio diplomatico, ha modo a Parigi di partecipare intensamente, sotto la guida di André Breton, all'ultimo surrealismo; esperienza che lo segna in modo indelebile anche se più a livello etico-conoscitivo che estetico. Altrettanto decisive nell'ulteriore elaborazione della sua poesia e del suo pensiero saggistico risultano le religioni e filosofie asiatiche, conosciute direttamente in Giappone e in India. Segnato poi dall'intimismo e dalla ricerca formale dei "Contemporáneos" trova la strada più alta a partire da Libertad hajo palabro. Nel 1990 riceve il premio Nobel per la letteratura.

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